ssh me@server…DOH!

Stanotte me la sono dormita bellamente, sapendo che oggi sarei dovuto andare in server farm. Bellamente finchè il mio gattone, che puntualmente dorme completamente stravaccato su di me, si è svegliato e per stiracchiarsi ha deciso che era buona cosa installare cinque (5!) dei suoi artigli dentro la mia gamba.

Mandato rapidamente a quel paese mi sono rigirato e mi sono riaddormentato, finchè i candidi suoni della città non hanno destato il mio sonno…

"BIIIIIP BIIIPPP…ma muoviti pezzo di £$%&%$…oh ma che minchia fai st$%&%"

Con un occhio chiuso e l’altro pure prendo il palmare e vedo che ore sono

8:30

" Ma porca £$%&% sveglia di merda anche oggi non hai suonato…."

Decisamente la mattinata non è iniziata nel migliore dei modi, mi vesto in un nanosecondo, mi assicuro di non presentarmi al mondo con un aspetto agghiacciante e filo via in ufficio (meno male che ci abito vicino).

Entro in ufficio ed indico una riunione….ok non è andata proprio cosi, però vuoi mettere la soddisfazione di dire al tuo capo "dobbiamo parlare di quella faccenda"…

Esposta la questione si è deciso che non ci sono macchine e quindi andrà formattata quella già presente e rifatta da zero. Una volta messi d’accordo quindi ritorno in macchina alla volta della server farm.

In sequenza la radio mi spara prima una canzone di Barry white, poi i survivor con eye of the tiger e poi una canzone di Michael Jackson, almeno la mattinata sembra andare per la giusta piega adesso, e sono più ottimista.

La server farm si trova in Via Bernina a Milano, e chi conosce la zona sicuramente sarà già con le mani ai capelli, infatti dopo aver girato come il coglione per un ora (non in senso figurato) riesco a trovare finalmente posto e riesco ad entrare.

Subito riesco a dare sfogo al bastardo che è in me, avvicinandomi all’ascensore infatti vedo un altro visitatore che lo aspettava, io abbasso la testa sorridendo un pò, lo scavalco per strisciare il badge sul lettore e noto la sua faccia che dall’incuriosito passa all’incazzato pensando "e questo che minchia vuole fare"; salvo poi cambiare l’espressione in beota quando nota che alla mia pressione del tasto di chiamata automagicamente le porte dell’ascensore si aprono perchè era già li.

L’ascensore infatti se premi il pulsante non ti caga nemmeno per sbaglio, bisogna prima strisciare il badge e poi premere, evidentemente il genio non lo sapeva. (Chi sa che avrà pensato che fosse, quando avrà visto il lettore di badge ad altezza uomo grosso come un divano)

Salito al piano preparo tutti i ferri ed inizio a guardare quel rottame di macchina, e la causa della mia bile domenicana era proprio li davanti ai miei occhi, bella come la diarrea….

ssh me@server...DOH!

Premo ctrl-d, faccio finire la procedura, mi loggo, ed inizio a backuppare tutto quello che mi serve:

:~# tar -zcf zippone.tgz /etc /usr/local/ /usr/share /cazzi /mazzi

dopo venti minuti (!) decido che la macchina in questione è troppo lenta e quindi interrompo ed opto per il backup via rete su un altra macchina (scp rulez).

Dopo essermi assicurato che nei backup non mancasse nulla, sfodero un cd di una Ubuntu 8.04 che il mio collega mi ha passato per fare fsck delle partizioni da LiveCD. Riavvio, inserisco, attendo…

Press Enter to install Ubuntu…

"WTF!"

Il collega mi ha dato la versione alternate di Ubuntu che parte senza live ma con l’installazione direttamente! Cambio cd si passa ad una live di CentOS, di nuovo, togli cd, resetta, metti cd, attendi….

Avviata CentOS mi ritrovo lo spash screen di KDM che chiede ansioso il log-in, ctrl-f1 ed in un nanosecondo quel coso sparisce e mi loggo da console.

Mount…ok non ha montato le partizioni, fdisk -l vediamo se almeno le vede correttamente…

:~# fdisk &l

"ma che cazz…"

In fase di boot ho sbagliato a scegliere il layout della tastera confondendo per italiano (it) il lituano (lt)…apro il mio portatile, mi connetto ad internet ed apro gajim:

IO: Ciao fede sai mica come cacchio si cambia il layout della tastiera su CentOS??

Fede: boh….goorgle non ti dice nulla

IO: Spe ho trovato, dice di cambiare un file…appena fatto..bah..

IO: Ed infatti non funziona

Fede: prova con system-config-keyboard –text dovrebbe guidarti

IO: Ok andata grazie

Fede: Che merda CentOS

IO: concordo….

Finalmente ho una tastiera che so usare, ero rimasto ad fdisk -l, bene le vede posso partire con fsck:

:~# e2fsck -c /dev/sda2
Error: Se striscia fulmina, se svolazza l’ammazza (cit[fn]Davide Bianchi – Soft Land[/fn])

Error: Mounting file system in read-only

Si l’errore non era proprio cosi, ma il senso è quello…

"E che minchia gli prende adesso, che il disco sia completamente fottuto? E poi non erano montati che cazzo mi monti in read-only??!!"

:~# fdisk -l
Error: Iabbalù Iabbalù, prima c’era adesso non c’è più

"Sai che ti dico…mabbaff$%&"

Non ci perdo ulteriore tempo e mi scarico una iso di system rescue cd, in 5 minuti è già masterizzata su un cd vergine che mi sono portato dietro, avvio con quella ed in altri due minuti il controllo è fatto.

Effettivamente sono stati trovati un pò di inode corrotti che sono stati riparati, prima di procedere rilancio e2fsck con l’opzione -c, guardo l’ora, e vado a sedare la mia fame cannibalesca.

Torno dalla pappa parecchio più soddisfatto e disposto al dialogo (solitamente quando ho fame ringhio e mando a cagare chiunque a prescindere da cosa voglia da me), mi rimetto al lavoro notando che l’fsck è finito correggendo un ulteriore inode sminchiato.

Installo debian Lenny, configuro la rete, controllo gli aggiornamenti e poi mi riscarico il backup fatto precedentemente sull’altra macchina.

"ma facciamo un paio di riavvi non sia mai che poi mi si inchioda"

I riavvi sembrano non nuocerle per niente, ancora più soddisfatto quindi, chiudo tutto e torno in ufficio pronto per importare con calma ciò che serve dai backup.

"Beh visto che ci sono la collego anche al moxa cosi in caso la raggiungo dalla console"

Collego quindi il cavo, mi assicuro che non si possa staccare e chiudo tutto per tornare all’ovile.

Dopo un altra mezz’ora di traffico mi metto in postazione, dedico una decina di minuti al cazzeggio sfrenato e dopo decido che è ora di cominciare…

:~# ssh me@server…..

"D’HO"

Ebbene si, rincoglionito per come sono non ho installato ssh sul server prima di andare via.

"Calma e sangue freddo, meno male che l’ho collegata al moxa, adesso entro in console e faccio tutto"

:~# telnet consoleserver 4013
Trying consoleserver
telnet: Unable to connect to remote host: Connection refused

"ARGH!…no beh spe…devo sicuramente configurare la porta"

:~# telnet consoleserver

effettivamente era da configurare, smetto di sudare e riprendo un colorito più umano…

:~$ telnet consoleserver 4013
Trying consoleserver
Connected to consoleserver.
Escape character is ‘^]’.

a questo punto bisogna battere due volte Invio per accedere alla console, ed io batto….ribatto…..batto più forte….batto ancora…niente il prompt e li, io guardo lui, lui guarda me e dice "beh…cazzo vogliamo fare qui??!!"; Mi sono reso conto che mi sono dimenticato anche di configurare debian per accettare traffico sulla porta seriale.

Riprendo a sudare e ad assumere coloriti fosforescenti, il capo incuriosito dal mio bagliore mi chiede cosa succede:

Boss: Allora ale come va

IO: Mi sono dimenticato di installare ssh…

Boss: Che hai detto? Non ti ho sentito….

IO: MI SONO DIMENTICATO DI INSTALLARE SSH!!!

Boss: Ma..nooo ma dai…che pirla…

IO: Eggià, adesso mando una mail e glielo faccio installare all’omino via telefono…

La mail l’ho mandata, ma non mi hanno cagato minimamente, e quindi domani mattina nuova gità in sala macchine…


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M0rF3uS al secolo Alex è un ggiovine 25enne appassionato di informatica e linux. Lavora come Network and System Administrator e nel tempo libero gioca un pò con la sua fotocamera (Canon EOS 1000D) riuscendo a volte, per sbaglio, a fare qualche scatto decente. Completano il corredo, degli hobbies "vorrei ma non posso" ossia l'astronomia e l'astronautica....si è uno di quelli che da grande vorrebbe fare l'astronauta (povero coglione vero?).