Follia omicida Linuxiana con “kill”

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Chi è abituato ad usare la shell su Linux avrà avuto a che fare n volte con il comando kill, il comando che ci consente di terminare un processo in maniera forzata.

Generalmente kill viene usato cosi com’è o con l’opzione -9 (kill -9 processo), ma ecco alcune utili opzioni che in pochi conoscono ma che possono tornarci utili:

  • kill -0 PID: Cosi non killiamo realmente il processo, infatti con -0 il comando ritorna 0 (success) se il processo esiste,
    o 1 (failure) in caso contrario, usato cosi com’è non avremo nessun output,
    dobbiamo postporre un echo per sapere cosa ritorna il comando:
    :~$ kill -0 PID; echo $?
    molto utile ad esempio negli script se abbiamo un determinato numero di processo (fisso)
    che crea un programma, e vogliamo verificare se questo è attivo o meno.

  • kill -HUP PID: Con l’opizone -HUP facciamo in modo che il processo venga riavviato appena dopo l’arresto forzato.

  • kill -9 PID: Molti di voi appunto, conosceranno già questa opzione,
    con -9 killiamo in maniera forzata e definitiva un processo senza possibilità di poter interrompere il segnale.

  • kill -INT PID: E’ un ottima via di mezzo tra il semplice kill e il kill -9,
    con -INT infatti proviamo ad interrompere il processo prima di arrestarlo.

  • kill -ABRT PID: Questo killa il processo e forza, se possibile, un "core dump
    " utile se per esempio dobbiamo fare debug sul comportamento errato del processo.

 Fatene buon uso e ricordate che da un grande potere derivano grandi responsabilità (cit.[fn]Spiderman[/fn])


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M0rF3uS al secolo Alex è un ggiovine 25enne appassionato di informatica e linux. Lavora come Network and System Administrator e nel tempo libero gioca un pò con la sua fotocamera (Canon EOS 1000D) riuscendo a volte, per sbaglio, a fare qualche scatto decente. Completano il corredo, degli hobbies "vorrei ma non posso" ossia l'astronomia e l'astronautica....si è uno di quelli che da grande vorrebbe fare l'astronauta (povero coglione vero?).