[[IBM]] ha prodotto una nuova serie di business pc che al posto dell’ ubiquitous desktop environment di Microsoft monta una serie di software [[open source]].
Il sistema, chiamato Open Collaboration Client, è frutto dell’unione del Sistema operativo [[Linux]] con la suite open source di IBM Lotus Symphony.
Lotus Symphony include tutti i tool necessari per l’ufficio, basati sul formato Open Document Format (ODF).
Il sistema è concepito per girare su una configurazione virtuale, col software installato sia sul server centrale che sul client; tutto questo grazie alla collaborzione di IBM con [[Canonical]] e Virtual Bridges.
La stessa softwarehouse afferma che con questa soluzione, le aziende potranno risparmiare dai 500 agli 800 dollari per utente, a causa dell’assenza delle [[licenze]] Microsoft, più altri 258 dollari per utente dato che non vi sarà il bisogno di effettuare upgrade vari per rendere l’[[hardware]] compatibile col software.
La Big Blue[fn]Vezzeggiativo per IBM[/fn] affemra inoltre che vi sarà un ulteriore risparmio che va dai 60 ai 118 dollari, sempre per utente, a causa dei minori costi in termini di consumo di energia e di condizionamento delle sale dati, senza contare un calo dei costi in generale per le aziende che lavorano nel campo IT. Tutto questo perchè i lavori di manutenzione vengono fatti tutti su macchine virtuali nel data center.
IBM è convinta che questa sua scelta costituisce l’ultima sfida nei confronti del marketing aggressivo di Mcrosoft, che si va ad aggiungere al mercato altrettanto aggressivo e molto business-friendly della Apple di cupertino con il suo sistema MacOSx, ed all’enorme successo che stanno avendo i netbooks, mini pc utili a tutti, internet-everywere capable, ma che non sono cosi potenti da poterci fare girare Vista.
Ah dimenticavo, la distribuzione selezionata è SUSE Linux Enterprise by Novell, maggiori info qui.
Forse è l’ora che Microsoft inizia a fare le valige? staremo a vedere, i presupposti ci sono.
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Tra l’altro vorrei ricordare
Tra l’altro vorrei ricordare che l’azienda che comprò i servigi di Gates per mettere Windows sulle proprie macchine fù proprio IBM.
È proprio vero che i tempi stanno cambiando… e chissà, con questa crisi globale, si potrebbero ritrovare gli ideali perduti di fratellanza fra uomini, e anche fra programmatori.
Magari l’Open da questa crisi uscirà rafforzato; complimenti a IBM per la scelta
ho già scritto riguardo i
ho già scritto riguardo i miei pensieri sull’open e il tempo di crisi, sostanzialmente anche io sono convinto che ne uscirà rafforzato
p.s. maledetto il portale era da un mese in lista d’attesa per bongolinux e tu non l’hai cagato, ieri ho parlato con nicola adesso provvede lui ma me la pagherai
Scusa, mi trovo un po’
Scusa, mi trovo un po’ frastornato per quanto riguarda Bongo, è che Nicola è sempre immerso nel progetto e all’editor non dice mai nulla riguardo cambi di mail o altro.