E’ da un bel pò che non scrivo, causa la mancanza di tempo dovuta ad un trasloco appena effettuato (ed ancora non ho internet a casa
), ma oggi mi sono voluto ritagliare un pò di tempo perchè ritengo, quello che sto per scrivere, un argomento abbastanza interessante. Stiamo vivendo un grave momento di crisi, lo sappiamo tutti, ieri Piazza Affari ha subito due tracolli storici durante la giornata, salvo poi chiudere con una misera perdita dello 0.8%…per fortuna.

Stavo girando su internet quando incontro un interessante articolo di un giornalista economista del network ZDNet, tale Dana Blankenhorn, riguardante alcune riflessioni sull’open source in relazione ai tempi di “recessione” che stiamo vedendo in America.
Ovvio parlare di recessione è ancora presto, ma giusto ieri si sentiva parlare nei vari telegiornali di ricerche statistiche che condannano l’italia alla recessione entro il 2009, un esempio lampante è quello del mercato immobiliare, adesso è possibile trovare case anche a “soli” 2000 €/mq, che per questo tipo di mercato è un valore abbastanza basso.

Blankenhorn suggerisce uno spunto interessante: la tecnologia informatica ha visto i suoi maggiori boom proprio alla fine delle recessioni;
Il boom dei PC si è avuto infatti alla fine della recessione dei primi anni ’80, ed il boom di Internet lo abbiamo avuto alla fine della recessione dei primi anni ’90.
E’ facile auspicare quindi che, se le condanne predette avranno futuro, alla fine di questa recessione emergerà qualcosa, e l’open source ha raggiunto un livello di maturazione eccezionale in questi ultimi tempi.
Senza contare che, forse, questo sarà frutto della necessità alla sopravvivenza; un azienda infatti dovrà adattarsi se vorrà continuare a mandare avanti la propria attività, anche se i costi delle varie licenze verranno abbassati, potrebbe comunque essere un investimento eccessivo per le più malridotte, che vedranno quindi nell’open source la via d’uscita per un abbattimento importante dei costi.
Ed è probabile che la filosofia dell’open source non solo ne esca vincente, ma possa venire estesa anche ad altri campi al di fuori del software, perchè l’open source significa anche collaborazione, l’open source significa unire i miei ed i tuoi sforzi per raggiungere un obiettivo comune, obiettivo che può essere quello di rialzarsi dopo una caduta disastrosa.
Ma è sempre stato questo il concetto dell’open source non è che è cambiato in questi ultimi tempi, solo che fino ad ora è passato inosservato ai più perchè non vi era la necessità, ed è per questo stesso concetto che l’open source ne uscirà vincente da questa crisi, siete d’accordo con me?
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Io la penso come te. L’open
Io la penso come te. L’open source e/o il software libero ha molto meno bisogno di capitali per andare avanti. Sia per le aziende che spendono meno di brevetti ma soprattutto per i volontari: quest’ultimi non credo avranno problemi a continuare a lavorare per la collettività. I disoccupati da recessione nel mondo della ICT potrebbero trovare un modo di sostentarsi con il free software, creando nuove piccoli progetti e piccole realtà locali produttive..Anche le nuove leve informatiche, attraverso le documentazioni ben fatte e gratuite possono continuare a formarsi… chissà!
La metodologia di lavoro del free software o della wikieconomia secondo me è vincente per la sua abilità di creare entusiasmo e coordinamento quasi spontaneo e se incomincia a entrare negli altri campi economici potrebbe essere la soluzione a molti problemi di questo pianeta dove prevale divisione e spreco di risorse senza un minimo di coordinamento.
Non so fino a che punto alla
Non so fino a che punto alla fine di questa recessione finanziaria il mondo opensource verrà abbracciato in massa… insomma si è vero che è uno dei punti in cui si può risparmiare qualcosa, ma sono dell’idea che la gente non comprerà licenze se non ha soldi, no che passerà all’opensource solo per avere l’ultimo prodotto!
il fatto non è che le
il fatto non è che le aziende devono per forza avere l’ulimo prodotto, ma devono avere il prodotto e basta, altrimenti non possono andare avanti che le loro attività, e quando le licenze scadranno e dovranno essere rinnovate, di fronte ad un bivio rinnovo-opensource preferiranno l’opensource perchè non dovranno sborsare soldi e preferiranno investire le risorse in forza lavoro per la migrazione piùttosto che in una licenza; anche perchè l’opensource sarà sempre li e non costerà mai nulla.
Comunque se restringiamo il
Comunque se restringiamo il campo alle sole aziende che necessitano di un prodotto che ancora non hanno, i numeri diventano davvero bassi. E poi già secondo me sono poche quelle che davvero acquistano licenze, di fronte all’eventuale rinnovo possibilmente preferiranno crackare il programma( un esempio su tutti Office) anzichè adottare totalmente un nuovo programma, anche se gratuito. Non tutti sono disposti a soluzioni diverse dal solito.
Forse tu non sei ancora
Forse tu non sei ancora dentro il mondo del lavoro altrimenti non parleresti cosi….le aziende non si sognano mai di crackare windows o office (ed in generale qualsiasi programma) se parte un controllo l’azienda rischia di chiudere
Questo può farlo magari l’azienda piccolina, ma parliamo di aziende a conduzione familiare o comunque con non più di 3/5 dipendenti (anche se fino ad ora ne ho viste cosi poche da contarle in una mano), se già andiamo su aziende come la mia ad esempio che ha addirittura meno di 15 dipendenti, la faccenda del cracking dei programmi già è utopia…
Infatti, scusami se parlo
Infatti, scusami se parlo senza cognizione di causa
Vabbè dai alla fine spero il meglio per l’opensource, sopratutto per il software più che per gli OS!
M0rF3uS, assumendo per
M0rF3uS, assumendo per valida la tua analisi forse sarebbe il caso di spingere il Free Software e non l’Open Source.
Troppo spesso si tende a far coincidere le due filosofie e troppo spesso si finisce per attribuire all’Open Source meriti che in realtà sono del free Software. Se la tua analisi si rivelasse vincente, a mio aviso bisognerebbe con ogni energia divulgare l’etica del Software Libero, non certo quella dell’OpenSource, dato che troppo spesso ha “ceduto a logiche di mercato” e non ha difeso le libertà fondamentali dell’utente.
Resta comunque una mia opinione.
C’hai proprio
C’hai proprio ragione…volevo intendere proprio quello ma come giustamente tu hai osservato, ho parlato di opensource includendo anche il free software…